Enki dio degli "incantesimi"? Rispondo

29.04.2020

L'altro giorno qualcuno mi ha chiesto: "com'è possibile che i Sumeri fossero così avanzati e così retrogradi al tempo stesso da credere a queste cose?" (magia, esorcismi, maledizioni)
"Ea/Enki viene associato alla saggezza, alla magia e agli incantesimi. Era una delle divinità preferite tra i divinatori ( bārû ) e i sacerdoti esorcisti (ašipū ) in quanto rappresentava la fonte ultima di tutta la conoscenza rituale usata dagli esorcisti nel tentativo di espellere il male. "
Stavo iniziando a fare la mia "cartella" sul dio Enki ( dovrei riuscire a finirlo per stasera così ve lo pubblico), quando ho aperto una parentesi ed è diventata un po' troppo lunga per inserirla nel contesto della figura di Enki. Ve la posto qui, che alla fine è anche la mia risposta all'amico di cui sopra.
Come al solito "immaginiamo", visto che non possiamo fare altro, che le cose potrebbero essere andate così.
Vorrei fare una considerazione personale. La Chiesa ha usato lo spettro dell'inferno e del demonio, al fine di tenere gli individui in uno stato di paura e di imminente castigo da parte dell'Onnipotente, qualora si fossero macchiati del cosiddetto "peccato".
Il periodo di cui stiamo parlando ora (sumeri, babilonesi), è prima. In teoria i demoni non sarebbero neppure dovuti esistere, eppure c'erano.
Se ci fossero veramente stati qui gli "dèi", il controllo sul popolo non sarebbe stato forse esercitato nello stesso modo?Se gli Anunnaki sono gli Elohim biblici, non è difficile da capire.
Solo Ur è arrivata ad avere circa 65.000 abitanti, Babilonia non lo sappiamo, ma quando arrivò Alessandro Magno ne contava quasi 350.000, e sono soltanto due delle città mesopotamiche in questione. Ma quanti erano gli Anunnaki? Gli sarebbe davvero convenuto continuare a debellare tutta la popolazione e ricominciare da zero ogni volta o adottare un sistema di controllo delle masse? Consideriamo che loro vivevano lì.
Torniamo a Enki e agli esorcismi.

 

Le malattie potevano essere causate da demoni o dagli dèi stessi, tanto che alcune patologie avevano il nome stesso del dio che ne l'aveva provocata.
Il medico detto "asû", lavorava in coppia con l'âshipu, ossia l'esorcista che era un sacerdote (la casta sacerdotale era la più potente in assoluto assieme al re), il quale provvedeva ad interrogare, (proprio così, interrogare) il malato su quali eventuali colpe avesse potuto aver commesso per trovarsi in quello stato.
È evidente che il malato non avrebbe mai pensato di mentire, rischiando di incorrere in una punizione da parte del dio anche maggiore (gli uomini pensavano che gli dèi potessero vedere le loro colpe pur non essendo presenti) e quindi confessavano al sacerdote eventuali mancanze. 


Soltanto davanti a una dichiarazione di completa innocenza, allora il medico iniziava a valutare la situazione, e a procedere con una vera e propria cura. Gli uomini temevano la punizione degli dèi se non si comportavano come dovevano, quindi obbedivano alle leggi che venivano imposte loro. Non erano stati creati per questo?
Gli esorcismi quando si rendevano "necessari", venivano fatti nel nome del dio Enki e ditemi, quando un sacerdote cattolico compie un esorcismo, nel nome di quale dio lo fa? Nel nome del Dio Padre, creatore di tutti gli uomini, esattamente come lo era Enki. Vuole poi il "caso" che in alcuni testi Enki fosse citato come gemello di Adad, (Edzard, DO 1965. "Mesopotamien. Die Mythologie der Sumerer und Akkader"). Adad è assimilabile a Ishkur e Ishkur è assimilabile a Yahweh... Il dio biblico. 


"Quando Enki distribuì i destini, fece ispettore Iškur/Yahweh del cosmo. In una litania, Iškur viene proclamato più e più volte come "grande toro radioso, il tuo nome è il paradiso" e anche chiamato figlio di Anu , signore di Karkara; fratello gemello di Enki , signore dell'abbondanza, signore che cavalca la tempesta, leone del cielo."


Come poteva il popolo credere a queste cose, quando nelle loro città spiccavano imponenti ziggurat costruite, come abbiamo già visto, applicando complessi calcoli matematici e vivevano a contatto stretto con esseri così avanzati?
Il popolo non andava a scuola, non sapeva scrivere o leggere. E perché no? Perché la scuola (edubba) era riservata solo ad alcuni, a quelli che sarebbero diventati gli scribi.
Gli scribi facevano un mestiere privilegiato e riservato al tempio da cui ricevevano nutriti salari. Erano rispettati e stimati da tutti. 


Solo in un secondo tempo vi fu l'esigenza degli "scrivani", essi lavoravano a servizio dei cittadini che necessitavano di qualcuno che, sotto dettatura, scrivesse per loro lettere o documenti. Lo scrivano non lavorava dentro al tempio, stava seduto nella piazza ad un tavolo ed era quello il luogo dove svolgeva il suo lavoro. Egli era semplicemente "uno che sapeva scrivere" ma il potere e la conoscenza degli scribi era altra cosa.
Trovate analogie per caso con altri periodi ben più recenti della storia?
"la regalità scese da cielo", sono gli dèi a stabilire chi sarà re e lo stesso sovrano non muoverà un passo senza il consulto dei sacerdoti o del dio. Il popolo aveva bisogno di favole per stare al suo posto. 


La verità è nella storia. Di tracce concrete quali piramidi, testi che ci parlano di carri celesti, ne abbiamo già. La ricostruzione di una possibile verità , inizia con l'osservazione degli eventi storici del passato e con uno sguardo al presente.
Non è cambiato nulla.