Domanda: pensi che tutto sia nato con i Sumeri o che ci sia stata qualche altra civiltà prima di loro?
Domanda: pensi che tutto sia nato con i Sumeri o che ci sia stata qualche altra civiltà prima di loro?
Rispondo: si ovviamente.
Sumer mi ha sempre affascinata perché ci offre migliaia di testi per poter ricostruire la storia con l'invenzione della scrittura. Abbiamo prove testuali che ci permettono di confrontare le prove archeologiche con quelle scritte e questo non è male😉.
Con i Sumeri assistiamo a una sorta di "accelerazione" rispetto alla storia dell'uomo fino a quel momento.
Quando si parla di "rivoluzione urbana" ci si sta riferendo a un periodo in cui la società si presenta in modo molto più strutturato rispetto a prima e se vogliamo, molto simile a come è oggi, questo però non significa che prima di essa ci sia stato il nulla.
Sarebbe sbagliato configurare una "mono genesi" la quale ha sicuramente avuto focolai molteplici e percorsi alternativi. I Sumeri, la Rivoluzione Urbana dell'Antico Oriente, non è altro che uno dei tanti anelli che fanno parte di una catena fra tante catene, che gli studiosi tentano di ricostruire lungo tutta la sua lunghissima estensione.
La rivoluzione urbana vede un cambiamento in cui il potere viene gestito attraverso un sistema piramidale, come abbiamo già detto con a capo il dio, i sacerdoti, il re, poi i funzionari infine il popolo, la società si divide in classi sociali.
Ma prima di arrivare a questo assistiamo un altro tipo di rivoluzione che è quella in cui l'uomo passa da essere un cacciatore raccoglitore ad un allevatore agricoltore, e in questo modo resta fisso nel proprio villaggio, cioè l'uomo diventa stanziale. Non deve più spostarsi e andare a cercare il cibo, inizia lui a controllare la natura, e questo a mio avviso è un processo che gli viene insegnato.
Questa fase si chiama "rivoluzione neolitica".
Quando si dice che gli annunaki dovevano essere qui da almeno 300.000 anni non mi spiego perché nel giro di 10000 anni l'essere umano abbia fatto un passaggio così veloce, tale da apprendere come coltivare, allevare, addomesticare, e poi passare inserendo praticamente il turbo, a far parte di una società formata similissima alla nostra.
Se parliamo quindi di Villaggi del Neolitico, possiamo immaginarli come una sorta di campo prova, di allenamento, di palestra, per questi uomini, prima che fossero in grado di accettare scrittura, complessi sistemi politici economici, e così via? Può darsi.
Come ogni palestra, non bisogna premere l'acceleratore e lasciare che il popolo si adatti in tutta tranquillità, senza timori o altro. Infatti non abbiamo che una prevalenza di divinità femminili con fattezze sembianze del tutto materne che ci ricordano la figura di Ninhursag/ Ninmah/Mami appunto. Ma anche la dea madre intesa come la terra, la prosperità, ad ogni modo divinità maschili non sono presenti. Non esistono templi, la gente è tranquilla e ora vi porto in uno di questi villaggi, il più importante forse.
Ci stiamo avvicinando a Çatal Höyük, (pronunciato "cha-tal hay OOK") e andiamo a vedere come vivevano gli uomini in una città, quasi 3500 anni prima di Uruk.
Fuori dalla città vediamo campi coltivati a grano, legumi ed orzo e animali che pascolano protetti da staccionate di legno, non ci sono alte ziggurat, le case appaiono tutte uguali anche se ad altezze diverse ma nessuna fa intendere che ci siano classi sociali o differenze di rango. Non esiste il tempio e questo ci fa capire anche che non siamo davanti ad una società in cui la casta sacerdotale abbia un qualche potere. Abbiamo saputo infatti che l'unica divinità che viene trovata è la statuetta di una dea, la dea Madre. Ogni abitazione è un tempio col suo piccolo spazio dedicato al culto. Gli abitanti vivono in pace.
Resto stupefatta nel vedere che le porte di ingresso delle abitazioni sono posizionate sui tetti. Case e case fatte di mattoni di fango cotti al sole, ammassate a ridosso l'una dell'altra senza neppure lo spazio di una piccola strada ma solo per cortili interni.
-Ma dove siamo?
Ci troviamo in Turchia
Niente a che vedere con la rivoluzione urbana di Uruk attorno al 3500 a.C dove troviamo una società che si trasforma in un governo con amministratori e sacerdoti. Tuttavia qui lo stesso assistiamo a una rivoluzione e accade quando l'uomo impara qualcosa di nuovo e passa da cacciatore/raccoglitore ad agricoltore/allevatore.
L'uomo a questo punto non ha più bisogno di spostarsi per cercare il cibo, diventa stanziale può fermarsi e costruire la sua città .
A vedere questo insediamento si ha l'impressione di essere davanti alla New York del periodo, con un numero di abitanti compreso fra le 5000 e le 7000 unità.
Siamo nel 7300-6000a. C
La rivoluzione neolitica ha inizio nel Medio Oriente dove il primo insediamento umano, come dicevo prima, sembra apparire a Gerico (Palestina) con una popolazione di 2000 abitanti.
Çatal Höyük fu scoperta da James Mellaart tredici ettari di superficie, è il triplo rispetto a Gerico.
-Entriamo in città
La prima cosa che salta agli occhi, è che la forma delle abitazioni è squadrata e vediamo sul tetto l'entrata che conduce dentro l'abitazione.
Sui tetti ci sono donne che fabbricano ceste, bambini che giocano, gente che passa per andare da una casa all'altra, altri che parlano, madri che preparano cibo. Non sono solo terrazze si direbbero piazze o giardini o luoghi dove la gente si intrattiene e vive durante il giorno.
Per accedere alla città dobbiamo salire una scala di legno a pioli appoggiata ad un muro. I tetti delle case sono ad altezze diverse con appoggiate a loro volta altre scalette.
Sicuramente è facile per noi comprendere che così com'è strutturata la città deve essere difficile per animali selvatici o nemici penetrare nelle case, oltre a ciò mentre stiamo camminando sui tetti, dall'interno delle abitazioni sotto i nostri piedi ci stanno sentendo, e se fosse notte, nel silenzio scatterebbe l'allarme generale se non fossi ospite gradito al villaggio.
Di giorno la città appare viva e piena di rumori e voci, se ci spostiamo al suo interno ci accorgiamo di veri e propri quartieri riservati a quelle che potremmo definire prime botteghe artigiane. Vediamo donne lavorare e produrre tessuti, uomini lavorare rame osso e ossidiana.
-Entriamo nelle case
Scendiamo la scaletta e appena all'interno ci accorgiamo che probabilmente le dimensioni della "porta" d'ingresso, serviva per trattenere il calore nei mesi più freddi.
Ci troviamo in una ampia sala dove c'è un piccolo forno d'argilla e cibo che sta cuocendo, poi una zona letto sotto al quale ci hanno raccontato che venivano sepolti i loro morti. Da quello che capiamo in tutto il villaggio i proprietari venivano sepolti in questo modo, non c'erano differenze. Gli abitanti di Çatal Höyük, lasciavano esposti i loro morti all'aperto per lasciare che gli avvoltoi si occupassero di procedere ad una totale escarnazione, soltanto dopo venivano accomodati nelle loro tombe. Pensate che fino a poco tempo fa in Persia e anche in India i morti venivano depositati nelle torri del silenzio, allo stesso scopo.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Torri_del_silenzio_di_Yazd
Il teschio veniva poi intonacato per assomigliare al volto di una persona viva, mentre i bambini venivano decorati con perline e ricoperti di ocra.
Per noi sarebbe impossibile e impensabile, dormire serenamente sopra ad un letto dove a qualche metro più sotto ci fossero tutti i nostri cari eppure per loro non era così, lo stesso sistema lo ritroviamo anche a Gerico.
I muri della sala sono colorati con disegni geometrici, molto curati e puliti, sappiamo che l'intonaco e il colore veniva rifatto ogni stagione se non addirittura ogni mese.
È incredibile trovare anche una piccola stanza adibita a scorte alimentari e per gli utensili, proprio come potremmo avere noi oggi.
Su un piccolo altare troviamo una statuetta di una donna rappresentante la Dea Madre, seduta tra due grandi felini. Non è sicuramente filiforme e questo ci fa pensare che probabilmente è incinta o forse intenta nell'atto di partorire. Altre statuette raffigurano animali e anche uomini e le vediamo nelle pareti dei forni, nei muri, mentre altre sono rotte, lanciate forse sui pavimenti volontariamente, come nell'atto di scacciare spiriti maligni, e come possiamo vedere appaiono anche graffiate.
-conclusioni
Vedendo queste città non ci si spiega per quale ragione gli dèi non fossero presenti, non tutti almeno (così come noi poi li incontriamo più avanti) ma si tratta di divinità femminili quelle che vengono adorate, gli uomini non sembrano esistere. Ecco invece che nel sito templare di Gobekli Tepe abbiamo un'infinità di statue raffiguranti maschi.
Gli uomini stavano compiendo piccoli passi e sicuramente erano a conoscenza delle divinità come avrebbero potuto essere gli Apkallu, (coloro che insegnano i ME, le arti, l'agricoltura, l'allevamento, il convivere sociale, e così via) tuttavia era una grande madre a proteggere non solo tutto il paese ma ogni singolo individuo e nucleo, tanto è vero che nelle loro case c'erano piccoli spazi dedicati al culto della dea. Immagino questo periodo come la parte dell'infanzia, dell'apprendimento dell'uomo, prima di passare allo stadio successivo in cui come ogni uomo, dalla nascita fino ai primi passi e alla conquista della prima autonomia, necessita della presenza della madre.