Guerra fra Ninurta e Asag (mezzi volanti e tecnologie aliene? Vedete voi)

22.06.2020

Guerra fra Ninurta e Asag (mezzi volanti e tecnologie aliene? Vedete voi)

Breve riassunto della "puntata" precedente.

Ninurta viene disturbato durante il suo banchetto nella casa/tempio del dio Enlil da
Šarur, mentre si trova riunito con tutti gli altri Anunnaki. Šarur porta brutte notizie, infatti il regno di Ninurta, il KUR sta cadendo nelle mani di Asag, un avversario di tutto rispetto di cui il dio dovrebbe aver timore. Egli invece non perde tempo, dopo alcune esplosive manifestazioni di rabbia a questa notizia, sale a bordo della sua nave, decolla e vola verso il suo regno. Tutti gli anunnaki lasciano il tempio per tornare alle loro città a grande velocità. L'offensiva che scatenerà contro le città e l'intera area e sarà devastante.

Qui il post intero

SECONDA PARTE

Situazione:

L'immagine è quella di un massacro, le città sono devastate, ancora diversi incendi consumano la zona e nelle città la gente piange i morti, urla e corre ai ripari come se non fosse finita.

Šarur in un momento di pausa del suo signore parte per una ricognizione dell'area, si mette in volo e atterra nel KUR. Raccoglie testimonianze di gente che si sta spostando per capire i piani di Asag, Šarur è l'arma di Ninurta quella che ha nelle ali il "potere del diluvio" e che a lui tutto riferisce. Di sicuro di tutti i dati raccolti una cosa è chiara: Asag è un pericoloso avversario.

Egli infatti ha costituito un esercito fatto di "pietre" sulle quali nutro diversi dubbi, infatti l'elenco dei loro nomi riporta, davanti ad ogni nome, un termine che potrebbe significare pietra ma che di fatto è ancora dubbio.
Ci troviamo quindi con un elenco di nomi con davanti un termine "dubbio" , e questo per me non è sufficiente per poter stabilire che si trattasse di pietre, anche perché non avrebbe alcun senso.

Šarur mette in guardia Ninurta.

Testo:

c) Ricognizione aerea di Šarur: ll. 109-119

Al cospetto della sua arma leontocefala, il cuore gli si illumina,
110 come un uccello, (Šarur) si mette in volo, e per lui atterra nel
[KUR;
per afferrare i riottosi, essa batte le ali,
essa volò attorno all'orizzonte celeste per apprendere cosa
[succedeva;
essa andò incontro a quelli (della gente del KUR) che venivano
[in pace, e riferì a lui le loro parole.
L'infaticabile, colei che non si siede mai, le cui ali portano il
[diluvio,
115 Šarur, qualunque cosa essa avesse potuto apprendere lassù, al
[signore Ninurta
riporta fedelmente le deliberazioni del KUR;
essa spiega al signore Ninurta i (loro) intendimenti,
essa dipana come un filo (intricato) il discorso di Asag,
gli dice pacatamente: «O eroe, stà in guardia!»

Situazione :

Šarur abbraccia il suo padrone e a questo punto cerca di insistere, dapprima esaltando lungamente tutti i pregi di Ninurta in un lungo, interminabile monologo, dove il dio non può che raffigurarsi potente e grandioso, per poi finire con un:

"Signore, alla [colossale] guerra non andare! Non fare minacce!
[Inchioda il tuo piede al suolo!
Ninurta, Asag ti aspetta a piè fermo nel KUR!"
In pratica lo stesso Šarur non lo vede abbastanza forte per questa guerra...

Testo:

III. SCONTRO FRONTALE DEI DUE EROI: LL. 120-195
a) Secondo discorso di Šarur: ll. 120-150

120 L'arma abbracciò colui che amava;

Šarur al signore Ninurta così parla:

«Eroe, trappola, rete (che imprigiona i nemici in) guerra, Ninurta, re, mazza celeste, contro i nemici pietra di fronda,
potente, tempesta che produce sconvolgimenti, inondazione che
[sommerge il raccolto,
125 o mio re, poiché hai rivolto lo sguardo alla guerra e sei volato
[(addirittura) in prima fila,
Ninurta, dopo aver intrappolato come in una rete e averli
[lasciati precipitare come un grande fascio di canne,
o signore, boa celeste, purifica la (tua) picca e l'arma!
O Ninurta, che i nomi degli eroi uccisi da te siano pronunziati:
l'Amico di An (kuli-an-na), il drago, il gesso,
130 il rame forte, l'eroe, il cervo dalle sei teste,
Magilum, il signore Šamananna,
il bisonte, il re della palma,
l'uccello Anzu, il serpente a sette teste (L'elenco degli «eroi uccisi» e portati come trofei da Ninurta a Nippur), Ninurta, tu li hai uccisi nel KUR!

(ecco il consiglio)
135 Signore, ora però non puoi andare a questa battaglia (ancora
[più) colossale!
IV.
Per incrociare le armi - festa della gioventù.
per la danza di Inanna, non sollevare il tuo braccio!
Signore, alla [colossale] guerra non andare! Non fare minacce!
[Inchioda il tuo piede al suolo!
Ninurta, Asag ti aspetta a piè fermo nel KUR!
140 Eroe, tu che sei magnificamente avvenente, (ornato) con la
[corona,
figlio primogenito, al quale Ninlil non ha lesinato il fascino
[sensuale,
signore retto che la principessa ha partorito al signore (-Enlil),
eroe, al quale sono cresciute le corna come a Sin, ( copricapo cornuto degli Dèi)
tu che al re del paese assicuri la vita dai lunghi giorni,
145 che a colui che ha in sé la sublime forza celeste dischiudi il
[cielo,
che raccogli le acque e le incanali nel (loro) letto,
Ninurta, signore, circondato da terrificante aura, che ti sei
[precipitato contro il KUR o eroe grande, che non ha eguali,
ora, vuoi proprio eguagliare Asag?

150 O Ninurta, tu che conosci la dolerite (pietra durissima), non la fare entrare nel
[KUR!»

Situazione:

Ecco che Ninurta è figlio di Enlil "l'eroe, il figlio, l'orgoglio di suo padre" e non si tirerà indietro, non ci pensa neppure. Non solo non abbandona il campo ma si scaglia contro la fortezza di Asag. Organizza le proprie armi e un imponente dispiegamento di forze militari per scatenare un'offensiva sia via terra, con egli stesso a capo del suo esercito, sia via aerea attraverso altri mezzi
"con la sua augusta ed estesa [ombra] coprì il KUR"
uno dei quali controllato probabilmente da lui stesso attraverso un "dispositivo" (?) che tiene in cintura "quando l'eroe cinse la sua arma al fianco,
il sole non risplendette più, la luna (al suo posto) subentrò;"

Testo:

b) Ninurta prepara l'attacco: ll. 151-167

L'eroe, il figlio, l'orgoglio di suo padre,
il saggio scaturito da una profonda premeditazione,
Ninurta, signore, figlio di Enlil, dotato di grande intelligenza, il
[dio che ascolta i consigli segreti,
il signore allungò le sue gambe, si accomodò sull'onagro,
155 egli si cinse di usbergo e spada,
con la sua augusta ed estesa [ombra] coprì il KUR,
come [ ] egli mosse contro il popolo del KUR,
egli raggiunse la fortezza di Asag,
egli marciò contro la terra ribelle alla testa del suo esercito:
160 egli diede ordine al suo arco, e questi da solo si attaccò alla sua
[corda;
il signore parlò alla sua arma, e questa subito accorse al suo
[fianco;
l'eroe si affrettò alla battaglia: egli riempì (l'intero spazio di)
[cielo e terra;
egli mise a posto giavellotto e scudo: il KUR fu distrutto,
[sbriciolato,
davanti alle armi di combattimento che Ninurta aveva raccolto
[al suo fianco!
165 Quando l'eroe cinse la sua arma al fianco,
il sole non risplendette più, la luna (al suo posto) subentrò;
quando egli marciò contro il KUR, (il cielo) divenne nero, il
[giorno divenne come pece.

Situazione :

Asag sull'altro fronte non è da meno di Ninurta, né in termini di coraggio né di mezzi. Parte all'assalto in testa al proprio esercito e si scaglia contro quello di Ninurta con la devastante potenza di un muro che lo investe. Asag è posseduto da una rabbia bestiale e vorace "egli tirò giù il cielo usandolo come arma, lo prese in mano", massacrando tutto e tutti come un serpente, un cane assetato di sangue, il grido di Ninurta echeggia in mezzo alla battaglia! Un grido disperato!

Qualcosa "prosciugò l'acqua del KUR" (il fiume Diyala?) e Asag si dirige verso la città
"soffiò nel paese" mentre il suo esercito brucia le difese del centro e i canneti e la popolazione per quanto tenti di difendersi
viene ridotta in pezzi, il cielo diviene colore del sangue "a tutt'oggi, nei campi i parassiti sono neri, per tutto il tempo a venire, l'orizzonte è rossastro come la
[porpora".

Testo:

c) Attacco di Asag: ll. 168-181
Asag partì all'attacco, ponendosi alla testa del (suo) esercito,
egli tirò giù il cielo usandolo come arma, lo prese in mano,
170 come un serpente, egli nascose la testa in terra;
era un cane arrabbiato che si lancia contro il nemico,
[uccidendo i corpi,
facendo scorrere il sudore dai suoi fianchi.
Asag si abbattè come un muro su Ninurta, il figlio di Enlil,
egli gridò con voce orribile, come nel giorno della dannazione;
come un serpente dalla testa immensa, soffiò nel paese!
175 Egli prosciugò l'acqua del KUR e sradicò i tamarischi,
lacerò il corpo della terra, producendo (le) piaghe,
incendiò il canneto, bagnò il cielo di sangue;
ai corpi ruppe le costole, fece la popolazione a pezzi;
a tutt'oggi, nei campi i parassiti sono neri,
180 per tutto il tempo a venire, l'orizzonte è rossastro come la
[porpora; è proprio così!

Situazione:

Gli Anunnaki nelle loro case sotto un cielo di porpora che domina tutto il territorio, tinge di una luce infernale gli interni delle loro case, essi si "aggrappano ai muri" poiché la loro casa "urla" come se un terremoto facesse tremare la terra sotto i loro piedi. An si accascia sul suo scanno tenendosi le mani al petto in una stretta!
Mentre Enlil padre di Ninurta corre dalla sua diletta sposa disperato, egli è "il signore, l'autorità dell'Ekur, il ceppo eccelso di suo padre,
il cedro sbocciato nell'Abisso, il diadema dalla vasta ombra" ma non sa come aiutare il figlio!

Testo:

d) Disfatta di Ninurta: ll. 182-190

An si accasciò nel suo scanno, contorse le mani (portandole) al
[petto;
Enlil si turbò, si nascose in un angolo;
gli Anunna si tenevano stretti alle pareti;
185 come una colomba, la loro casa urlava per la paura!
La Grande Montagna, Enlil, si rivolge a Ninlil:
«Sposa mia, mio figlio non c'è! Cosa posso io innalzare (a mia
[difesa)?
Il signore, l'autorità dell'Ekur, il ceppo eccelso di suo padre,
il cedro sbocciato nell'Abisso, il diadema dalla vasta ombra,
190 mio figlio, in cui è riposta la mia serenità, non c'è! Verso chi
[tenderò la mia mano?»

Il Lugal-e prosegue ancora e non accenna a diminuire di intensità e di vertiginoso pathos ma mi fermo per ora, ho pensato vi sarebbe interessato. Prosegue se vi interessa🙂

Le traduzioni del testo sono di:
Van Dijk, 1983.
Traduzione: Jacobsen , 1987, pp. 233 sgg.; Bottéro -Kramer, 1992, pp. 356 sgg.; Romer, 1993, pp. 435 sgg. [Tav. III 110-V 190]; Pettinato, 1971, pp. 91 sgg. [Tav. VIII 5-38].

Testo originale