Navi spaziali nelle tavolette? LUGAL-E (prima parte) 

11.05.2020
Da giorni molti di voi mi fanno la stessa domanda: "hai traccia nelle tavolette di NAVI SPAZIALI o mezzi tecnologicamente avanzati? Nella bibbia si parla della "visione" di Ezechiele e tu hai mai letto niente del genere?" Si.

 

Vediamo se può interessarvi questo testo. Un esempio di una "nave" dove non ho dubbi che non sia sulle acque di Tigri o Eufrate è sicuramente questo. Cercherò di essere sintetica perché la spiegazione necessita di qualche parola oltre al testo (non ci riuscirò mai e lo sapete già 😂 )
Ok, allacciate le cinture: si parte... 


La situazione


Gli Anunna, i grandi Anunnaki sono tutti riuniti nella casa di Enlil figlio di Anu, fratello di Enki, il più potente di loro in questo mondo, nell'Ekur (il tempio di Nippur e casa del dio).
L'ambiente sembra tranquillo, forse sono ancora tutti a tavola con i servi del tempio che si muovono in modo lieve occupandosi dei Signori, i quali hanno terminato da poco il loro lunghissimo pasto, ricco di portate di carne arrostita, birra e ogni varietà di sapori come spesso pare facessero. Non raramente finivano ubriachi in un letto e non certamente da soli.
Le assemblee Anunnaki erano dense di piaceri terreni che si consumavano in feste e banchetti, dove sensualità e striscianti intrighi, per ottenere il più delle volte un maggiore potere, facevano voluttuosamente da padrone. Immagino un contesto sazio e molle ma ancora ricettivo e pronto a non perdere la giusta "occasione", quando ad un tratto fa il suo ingresso nella sala "l'arma" di Ninurta, Šarur, che nel contesto potrebbe essere considerata una spia a suo servizio, almeno per me. 


Infatti è stata incaricata da Ninurta di tenere sotto controllo il KUR, il suo regno, in sua assenza, ma le notizie sono inaspettate e gravissime.
Šarur approccia al suo Signore con ossequioso rispetto e dovuti modi, cerca forse di addolcire l'amara notizia che tiene in tasca con un'introduzione lunghissima, volta a inneggiare le qualità del suo padrone, innalzandolo in ogni modo prima di iniziare a parlare:


"O re! Uragano, il cui splendore è del tutto autosufficiente;Ninurta, vero capo dalla forza eccelsa, dietro a cui cammina il[KUR".E ancora:".. eroe che sovrasta il Kur come il vento del Sud..". 

Tuttavia non si scappa, ed è infine costretta a comunicare a Ninurta che un tale Asag, ha trascinato con abile astuzia a sé il consenso del popolo e si è arrogato tutti i diritti e le potestà di Ninurta stesso. Praticamente l'usurpatore sta sostituendosi a lui o comunque ci sta andando molto vicino, grazie anche all'aiuto di altre forze. Asag viene descritto da Šarur a Ninurta come un selvaggio nato dallo sterco:

"egli è un giovane prodotto dagli escrementi, uno svergognato!O Ninurta, (Asag) è un giovane che provoca paura, che si[compiace delle sue fattezze".

Asag pare avere una forza e una determinazione mai vista prima: 


"O mio re, quello si è innalzato un trono e non pensa affatto di[tornare (nuovamente) nell'ombra;o Ninurta, egli in qualità di signore, proprio come te, emette[verdetti nel paese (di Sumer);chi infatti può contrastare il fulgore di Asag?(Il fulgore infatti) giganteggia sulla sua fronte: chi può mai[rimuoverlo da lì? Esso incute timore in colui che lo sperimenta, riempiendogli il[corpo di terrore."


Si tratta di un avversario pericoloso perfino per lui. 


" Egli ha la faccia sfigurata, una dimora sempre mutevole;Asag, giorno dopo giorno, si annette territori confinanti,ma tu (non osare di) imporgli i ceppi degli Dèi!"
E non riescono a fermarlo:
"L'assalto di Asag è inevitabile, il suo peso è eccessivo!

Rapporti delle sue scorribande ci giungono, ma nessun occhio[ha potuto scovare uno solo dei (suoi) soldati;la sua potenza è scoraggiante, nessuna arma può intaccare la[sua scorza;o Ninurta, né l'ascia, né la freccia sono capaci di penetrare nel[suo corpo;o eroe, (Asag) è stato creato per te, come null'altro di simile,o signore, che stendi il braccio verso gli eccelsi poteri,splendore, degno degli Dèi..."

" Cosa devo fare?" Chiede Šarur. 

Šarur fa comprendere chiaramente a Ninurta che il suo posto è in pericolo e che il regno sta finendo dritto in pugno all'altro.

Ninurta esplode in un grido di rabbia, dopo uno scambio d'occhiate col padre Enlil, che turbato dall'espressione del figlio prende ed esce dal tempio. Me lo immagino fuori a guardare il cielo, sapendo che da lì a poco si oscurerà e scoppierà l'inferno. Nella mente di Ninurta si fa largo solo un proposito, prendere la sua Nave, la Makarnunta'ea andare nel KUR e distruggere tutto e tutti.
Gli Anunna presenti comprendono all'istante ciò che sta per accadere, ed è qualcosa di terribile che nessuno può e deve contenere. Ninurta batte più volte i pugni sulla coscia in un moto di rabbia disperata, è fuori di sé, tutti quanti gli anunna si muovono per abbandonare al più presto la città "fuggirono verso l'orizzonte" probabilmente sulle loro navi.
Ninurta non aspetta, e procede al decollo immediatamente "il signore, nel sollevarsi, toccò il cielo", parte con una furia che gli esplode dentro " il (suo) petto si dilata[pari ad un miglio" e vola verso il KUR a piena velocità "come una tempesta egli imperversò, cavalcò gli otto venti". 


Arrivo al punto. 


Testo originale:


Il signore gridò: «U'a!»; egli fece tremare il cielo, sotto i suoi[piedi fece tremare la terra;egli si volse verso di lui , e allora Enlil si turbò e uscì dall'Ekur;il KUR fu annientato, la terra quel giorno si oscurò e gli[Anunna tremarono.L'eroe colpì la coscia con i pugni, gli Dèi si dispersero:gli Anunna, come un gregge, fuggirono verso l'orizzonte,75 il signore, nel sollevarsi, toccò il cielo.
Mentre Ninurta si accinge alla battaglia, il (suo) petto si dilata[pari ad un miglio;come una tempesta egli imperversò, cavalcò gli otto venti (per andare) verso la terra ribelle;egli raccoglie con le braccia le frecce,l'arma-Mitum spalancò le fauci contro il KUR: l'arma divora tutti insieme i nemici.Ninurta legò al suo arco il vento cattivo e il vento del Sud,e al loro fianco fece stare l'arma-Diluvio:davanti all'eroe avanzava il diluvio potente e irresistibile;la polvere (al suo incedere) si solleva, la polvere si placa; (la tempesta) appiana le alture, abbatte le canne, piove catrame, il fuoco divampa, il fuoco divora gli uomini;(la tempesta) abbatte alberi giganteschi fino alle radici, dirada i boschi;la terra premeva le mani sul petto, gridava per il dolore;il Tigri era sconvolto, mosso, fangoso e torbido!


b) l'attacco: ll. 90-108 testo originale


(Ninurta) sulla nave-Makarnunta'ea avanzò per dare guerra! la sua gente, non sapendo dove andare, cominciò a costruire mura di recinzione,gli uccelli del posto cercavano di librarsi in volo, ma le loro ali[restavano attaccate al suolo; la tempesta colpì anche i pesci fin nel più profondo (dell'abisso),[e questi cominciarono a boccheggiare,essa folgorò il bestiame della steppa, lo arrostì fino a farlo diventare delle locuste, era proprio il diluvio che irrompe, rovinando disastrosamente il KUR. 


L'eroe Ninurta penetrò nella terra ribelle, e la tenne (sotto [controllo)colpì i loro corrieri (in viaggio) per il KUR, fece diffondere nelle[loro città (false) informazioni;abbattè le teste dei mandriani, come fossero farfalle svolazzanti,questi si aggrappavano con le loro mani ai fusti delle piante, (per non venire risucchiati) [simili però ad erba-ki.kal, tentavano di proteggere le loro teste, correndo dentro la cinta muraria.

Analisi:
Non si parla di un temporale. Quello che gli uomini chiamano "tempesta" è il termine più estremo che l'uomo dell'epoca avrebbe potuto usare per rappresentare un attacco con altri mezzi, e ben diversi.
Quando Ninurta arriva nel suo regno sferza un attacco contro ogni cosa, il fuoco è ovunque ma anche la tempesta "come diluvio" non prova a risparmiare la popolazione che lo ha tradito, mentre la gente corre ai ripari, scappa e cerca di nascondersi, gli uccelli tentano di alzarsi in volo ma non ci riescono, la furia imperversa sul regno così prepotentemente da tenerli con le ali incollate al suolo, i pesci neppure vengono risparmiati nelle acque dei fiumi stravolte dal vento del Sud, il bestiame viene incenerito al punto da essere ridotto in piccolissime parti, quasi a ricordare mucchi di locuste carbonizzate. 

Quello che sta accadendo è simile al diluvio per gli uomini. È una distruzione totale.

Ninurta aveva agito con metodo, aveva fatto tenere il territorio sotto controllo per diverso tempo e infine scatena un'offensiva talmente violenta che non lascia scampo. Nel momento dell'attacco la gente è costretta ad aggrapparsi ai fusti degli alberi per non essere risucchiata dalla potenza del vento. 

Forse la nave era vicina a ridosso della folla che fuggiva? Non ci è dato saperlo. Altri invece nel caos scappano a nascondersi dentro la cinta muraria della città, poiché tutti sono stati ammazzati e le loro teste sono state portate via come farfalle "svolazzanti".

Il Lugal-e prosegue ancora e non accenna a diminuire di intensità e di vertiginoso pathos ma mi fermo per ora, ho pensato vi sarebbe interessato. Scusate gli errori... Come sempre, mano ancora non del tutto funzionante 



Le traduzioni del testo sono di:Van Dijk, 1983.Traduzione: Jacobsen , 1987, pp. 233 sgg.; Bottéro -Kramer, 1992, pp. 356 sgg.; Romer, 1993, pp. 435 sgg. [Tav. III 110-V 190]; Pettinato, 1971, pp. 91 sgg. [Tav. VIII 5-38].