Navi spaziali nelle tavolette? LUGAL-E (prima parte)
Vediamo se può interessarvi questo testo. Un esempio di una "nave" dove non ho dubbi che non sia sulle acque di Tigri o Eufrate è sicuramente questo. Cercherò di essere sintetica perché la spiegazione necessita di qualche parola oltre al testo (non ci riuscirò mai e lo sapete già 😂 )
Ok, allacciate le cinture: si parte...
L'ambiente sembra tranquillo, forse sono ancora tutti a tavola con i servi del tempio che si muovono in modo lieve occupandosi dei Signori, i quali hanno terminato da poco il loro lunghissimo pasto, ricco di portate di carne arrostita, birra e ogni varietà di sapori come spesso pare facessero. Non raramente finivano ubriachi in un letto e non certamente da soli.
Le assemblee Anunnaki erano dense di piaceri terreni che si consumavano in feste e banchetti, dove sensualità e striscianti intrighi, per ottenere il più delle volte un maggiore potere, facevano voluttuosamente da padrone. Immagino un contesto sazio e molle ma ancora ricettivo e pronto a non perdere la giusta "occasione", quando ad un tratto fa il suo ingresso nella sala "l'arma" di Ninurta, Šarur, che nel contesto potrebbe essere considerata una spia a suo servizio, almeno per me.
Šarur approccia al suo Signore con ossequioso rispetto e dovuti modi, cerca forse di addolcire l'amara notizia che tiene in tasca con un'introduzione lunghissima, volta a inneggiare le qualità del suo padrone, innalzandolo in ogni modo prima di iniziare a parlare:
"O re! Uragano, il cui splendore è del tutto autosufficiente;Ninurta, vero capo dalla forza eccelsa, dietro a cui cammina il[KUR".E ancora:".. eroe che sovrasta il Kur come il vento del Sud..".
Tuttavia non si scappa, ed è infine costretta a comunicare a Ninurta che un tale Asag, ha trascinato con abile astuzia a sé il consenso del popolo e si è arrogato tutti i diritti e le potestà di Ninurta stesso. Praticamente l'usurpatore sta sostituendosi a lui o comunque ci sta andando molto vicino, grazie anche all'aiuto di altre forze. Asag viene descritto da Šarur a Ninurta come un selvaggio nato dallo sterco:
"egli è un giovane prodotto dagli escrementi, uno svergognato!O Ninurta, (Asag) è un giovane che provoca paura, che si[compiace delle sue fattezze".
E non riescono a fermarlo:
"L'assalto di Asag è inevitabile, il suo peso è eccessivo!
Rapporti delle sue scorribande ci giungono, ma nessun occhio[ha potuto scovare uno solo dei (suoi) soldati;la sua potenza è scoraggiante, nessuna arma può intaccare la[sua scorza;o Ninurta, né l'ascia, né la freccia sono capaci di penetrare nel[suo corpo;o eroe, (Asag) è stato creato per te, come null'altro di simile,o signore, che stendi il braccio verso gli eccelsi poteri,splendore, degno degli Dèi..."
Šarur fa comprendere chiaramente a Ninurta che il suo posto è in pericolo e che il regno sta finendo dritto in pugno all'altro.
Gli Anunna presenti comprendono all'istante ciò che sta per accadere, ed è qualcosa di terribile che nessuno può e deve contenere. Ninurta batte più volte i pugni sulla coscia in un moto di rabbia disperata, è fuori di sé, tutti quanti gli anunna si muovono per abbandonare al più presto la città "fuggirono verso l'orizzonte" probabilmente sulle loro navi.
Ninurta non aspetta, e procede al decollo immediatamente "il signore, nel sollevarsi, toccò il cielo", parte con una furia che gli esplode dentro " il (suo) petto si dilata[pari ad un miglio" e vola verso il KUR a piena velocità "come una tempesta egli imperversò, cavalcò gli otto venti".
Mentre Ninurta si accinge alla battaglia, il (suo) petto si dilata[pari ad un miglio;come una tempesta egli imperversò, cavalcò gli otto venti (per andare) verso la terra ribelle;egli raccoglie con le braccia le frecce,l'arma-Mitum spalancò le fauci contro il KUR: l'arma divora tutti insieme i nemici.Ninurta legò al suo arco il vento cattivo e il vento del Sud,e al loro fianco fece stare l'arma-Diluvio:davanti all'eroe avanzava il diluvio potente e irresistibile;la polvere (al suo incedere) si solleva, la polvere si placa; (la tempesta) appiana le alture, abbatte le canne, piove catrame, il fuoco divampa, il fuoco divora gli uomini;(la tempesta) abbatte alberi giganteschi fino alle radici, dirada i boschi;la terra premeva le mani sul petto, gridava per il dolore;il Tigri era sconvolto, mosso, fangoso e torbido!
L'eroe Ninurta penetrò nella terra ribelle, e la tenne (sotto [controllo)colpì i loro corrieri (in viaggio) per il KUR, fece diffondere nelle[loro città (false) informazioni;abbattè le teste dei mandriani, come fossero farfalle svolazzanti,questi si aggrappavano con le loro mani ai fusti delle piante, (per non venire risucchiati) [simili però ad erba-ki.kal, tentavano di proteggere le loro teste, correndo dentro la cinta muraria.
Non si parla di un temporale. Quello che gli uomini chiamano "tempesta" è il termine più estremo che l'uomo dell'epoca avrebbe potuto usare per rappresentare un attacco con altri mezzi, e ben diversi.
Quando Ninurta arriva nel suo regno sferza un attacco contro ogni cosa, il fuoco è ovunque ma anche la tempesta "come diluvio" non prova a risparmiare la popolazione che lo ha tradito, mentre la gente corre ai ripari, scappa e cerca di nascondersi, gli uccelli tentano di alzarsi in volo ma non ci riescono, la furia imperversa sul regno così prepotentemente da tenerli con le ali incollate al suolo, i pesci neppure vengono risparmiati nelle acque dei fiumi stravolte dal vento del Sud, il bestiame viene incenerito al punto da essere ridotto in piccolissime parti, quasi a ricordare mucchi di locuste carbonizzate.
Quello che sta accadendo è simile al diluvio per gli uomini. È una distruzione totale.
Forse la nave era vicina a ridosso della folla che fuggiva? Non ci è dato saperlo. Altri invece nel caos scappano a nascondersi dentro la cinta muraria della città, poiché tutti sono stati ammazzati e le loro teste sono state portate via come farfalle "svolazzanti".